Itinerari Estero

Pesca in Carinzia, paradiso Austriaco

Di roberto granata pubblicato il 16/07/18

Mentre percorro gli ultimi chilometri di autostrada e sto varcando il confine Italia-Austria, stupendi scenari si susseguono davanti ai miei occhi. Li riconosco ormai tutti, e tutti evocano in me ricordi ormai familiari, eppure non mi stanco mai di tornarci ogni anno. Questa è la Carinzia, nel sud-est dell’Austria, tramonti, vallate, fiumi, torrenti e laghi. In un contesto simile il pescatore immagina già, senza girarci troppo intorno, divertimento puro e prede in quantità, e molto importante, di qualità. Ebbene, qui abbiamo il giusto connubio tra questi fattori. I Gargantini non vendono aria fritta: la loro esperienza di 25 anni nella gestione di moltissime acque austriache, oltre a quella alberghiera, conosce bene i pescatori. Così come conosce bene la realtà, a volte dura, a cui possono andare soggette le acque ed i loro abitanti, quando si tratta di habitat dove comanda la natura, e non l’uomo. Ma la soddisfazione di pescare in acque simili sempre più rare, è davvero tanta; ci sono quantità e qualità come detto in un abile mix che, appunto, solo la natura può creare. Prima di approfondire il discorso piscatorio lascio il contatto (www.trophyclub.it) per chi volesse conoscere meglio questi meravigliosi luoghi, che ora ci accingiamo a descrivere.

 PESCA A MOSCA

 Premesso che qualsiasi tecnica è ben praticabile e ben sostenuta dalla gestione, data la sua competenza, il fly fishing è, per i Gargantini stessi, la massima espressione della pesca sportiva, ed è quindi immaginabile che dedichino a questa (stupenda) tecnica, acque altrettanto stupende. A partire dal chalk stream, totalmente fruibile pescando a mosca per i circa 9 km della sua lunghezza, passando attraverso il Gail, la Möll, i più piccoli Rosenbach e Steinfieldbach, fino a giungere alla grande Drava, con un tratto dedicato al Re di queste acque, il possente Huco, il salmone dell’area Danubiana. C’è quindi l’imbarazzo della scelta anche come periodo; l’Huco, infatti, è catturabile più facilmente in inverno. Ma non si trova, come vedremo, soltanto qui.

 PESCA CON ESCHE NATURALI

 Molti famosi garisti hanno pescato con soddisfazione e profitto in queste acque austriache dove tralaltro nel Maggio 2018, si è svolta la prima edizione della Drava Cup, competizione di pesca a Feeder che ha richiamato agonisti sia dalla nostra Italia, che ha trionfato con la coppia Furlan – Teso, che da diverse Nazioni europee. Basti pensare alla grande Drava, dove la gestione ha in concessione alcuni tratti tra i più redditizi; la sera, cenando all’Hotel Gargantini, inevitabilmente si chiacchiera e si fraternizza con vecchie e nuove conoscenze. Ebbene, non mancano mai frasi del tipo: “Ho le braccia rotte” oppure: “Vado a dormire perché sono cotto”. È questo già dice molto. Per chi avesse “problemi di trasporto”, (le mogli possono a volte rubare la macchina ai mariti), proprio dietro all’hotel scorre la “Drava Piccola”, che in numerosi tratti non è affatto piccola come dice il nome. Anch’essa popolata in abbondanza da molte specie, rappresenta senz’altro una valida alternativa alla sua “sorella maggiore”.

 PESCA SPINNING

 Ed eccoci alla tecnica che pratico esclusivamente (salvo sporadiche rimpatriate con amici) da più di 30 anni, semplicemente perché ritengo sia quella che ci fa “capire” i pesci più di ogni altra. Ma, opinioni a parte, vorrei parlare dei due itinerari austriaci nei quali ho pescato a sufficienza per potervi dare, senza nessuna pretesa, qualche consiglio. Il primo è la sorgiva (Chalk Stream), dove quest’anno abbiamo avvistato un Huco enorme, prossimo ai 20 kg, a detta non solo nostra ma anche di altri pescatori. L’ambiente è fantastico, ma non sempre facile; volendo puntare alle trote di taglia è preferibile la parte alta, dove il corso si stringe e vi è la presenza di qualche buca più profonda. In questa zona sono presenti soprattutto grosse iridee, mentre scendendo gradualmente fino al ponte di Strau (a valle del ponte è permessa solo la pesca a mosca) è più frequente imbattersi nelle coloratissime fario che la popolano. Ottime i minnows sui 7 cm e le esche siliconiche usate di norma per la trota. Ho lasciato per ultimi (ma non ultimi) i rotanti per dire che a mio avviso, siamo ancora troppo abituati a misure “stile bonsai”. Osando un pochino di più, ad esempio con Martin da 9 o 12 (i miei preferiti) o con Mepps N3, potremo vedere come le trotelle di una spanna scarsa non ne hanno certo paura, e potremo anche facilitare l’interesse da parte dei soggetti di taglia, siano essi fario, iridee o salmerini. Un altro piccolo consiglio è quello di pescare, quando possibile, da punti diversi dai sentieri che scendono in riva all’acqua. Questo perché i pesci abituati a percepire un potenziale pericolo sempre dallo stesso punto sono, ovviamente, meno guardinghi e sospettosi ne confronti di ciò che arriva (e poi si muove), da altri punti e, di conseguenza, con altre traiettorie.

 LA DRAVA PICCOLA

 A poca distanza dall’Aktiv Hotel Gargantini (meno di un km), nel limitrofo paese di Rosegg, vi è un ponte su questo fiume e da qui, per un tratto a valle, si snoda l’ambiente del quale vorrei parlare. Circa 150 metri a valle del suddetto ponte il fiume forma un raschio, per poi allargarsi notevolmente. Ne segue una “cascatella” con una grossa buca sottostante che crea, verso la riva sinistra, un interessante rigiro di acqua lenta ed una rientranza dove invece l’acqua è praticamente ferma. Capirete che nel medesimo tratto, si vengono a creare “ambienti” diversi e diverse opportunità. Dalla trota sotto la cascatella, al grosso cavedano più a valle, fino all’ambiente da lucci nel rigiro di acqua lenta e nella morta attigua. Proprio nel suddetto rigiro mio figlio Marco, che ha 12 anni, ha catturato il suo primo luccio.

Insomma, le opportunità per pescare e soggiornare bene ci sono tutte. Per cui non mi restano che due cose: ritornarci e consigliarvelo.


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