Il portale della Pesca Sportiva e dei Pescatori Tecniche, itinerari, località per pescare, prodotti consigliati, i pesci, le canne, le esche, le pasture

Pescare lontano

di Ignazio Abbruzzo pubblicato il 17/04/11

Ma chi è quel tizio che s'è alzato così presto?

Ha fatto un baccano infernale nel prendere l'ascensore!

Ora sta trafficando vicino alla sua macchina. L'ho già visto un paio di volte quel tizio, pare si chiami Cecco, o Checco. Comunque, non ha molta importanza il suo nome; è un uomo che va a pescare.

Chissà se gli uomini, tre o quattrocentomila anni fa, andavano a pescare con la canna? Mi sto concedendo di pensare dietro le sue spalle, e mentre lo osservo con una parte del cervello, mi trasferisco indietro col tempo, tanto non Costa niente. Realtà e supposizioni cominciano a sorgere dal buio e a fondersi.

Ora viaggio su un tipo di segnale dove è possibile vedere anche ad occhi chiusi. Con quel mezzo parto e con lo stesso torno, però, per controllare se almeno i piedi sono posati per terra.

Ecco, sta preparando una specie di fiocina, a dire la verità, appuntita grossolanamente; ed anche i componenti del suo gruppo si danno da fare vicino alle grotte ai piedi del dirupo. In alto, nuvole grigie e nere si intersecano e si avvicendano maligne ad annunciare tormente. Ma già, ai piedi del dirupo tutto è tranquillo. I bambini giocano festosi; le donne e gli anziani mantengono acceso il fuoco ad allontanare possibili predatori. Vicino scorre il Perené, fiume stupendo e spaventoso insieme, che va ad ingrossare l'Amazzoni. In questo primitivo ed in un certo senso tranquillo reame. Il gruppo di Araugana, discendente da antichi Champa si prepara per la pesca. Un Brujos prepara danze propiziatorie. Torneranno con squali d'acqua dolce lunghi sei metri, con pafia argentati dai venti chili in su e con tartarughe e con uova di tutti i generi. Mi guardo i piedi. Il nostro Cecco, intanto, vicino alla sua auto sta arrotolando un rocchetto di nylon che s'era svolto. Mentre il nostro amico compie tale operazione, mi sovviene il ricordo di tante letture di presenze preumane sulla terra; risalgo sul mio mezzo di locomozione e vedo fantomatiche città. Vedo Atlantide e Lemuria - Uzaldaroum e Olathoe nella terra di Lomar. Ma abbandono presto questa strada, primo, perché anche se trovo testimonianze di attrezzi da pesca molto sofisticati, non mi porterebbe lontano, secondo, perché sto ancora godendo di questo insediamento primitivo vicino al Perené; come avrebbe detto Darwin, sbagliando da genio.

I vari gruppi di Araugana avevano appena abbandonato le grandi foreste per vivere gli spazi liberi, vicino ai fiumi, vicino al mare, nelle playas. La causa di questo grande spostamento, la si deve, secondo certi studiosi, al proliferare dei serpenti. I rettili s'erano tanto moltiplicati da attaccare gli uomini anche di notte, perfino sugli alberi. Armati del loro veleno mortale, stavano per avere il sopravvento su tutti gli altri animali. Il nostro Cecco ed il suo gruppo di Araugana, fu costretto insieme con tutti gli altri, ad abbandonare il paradiso delle foreste, per gli spazi aperti vicino alle grandi acque. Questo credibile evento, in senso biblico, diventa una impressionante verità, se ci si sofferma a pensare. Mi chiedo a questo punto, come mai sono arrivato fino qui. Mi guardo i piedi: ci sono! Sono in cerca delle origini della pesca. Non c'è dubbio; la nostra attività nasce da un bisogno estremo di sopravvivenza. Qualcuno azzarda che, a causa della pesca, che si esercitava sommersi nell'acqua, abbiamo rinunciato alla pelliccia. Forse è vero, perché con la pelliccia bagnata, non ci si muove bene in acqua. Mi fermo qui, perché certe conclusioni è meglio lasciarle agli studiosi. Le mie scarpe avrebbero bisogno un po' di lucido, mi dico. Adesso che ci penso bene!

Comincio ad avere dei dubbi sul nome di quel pescatore che sta partendo per la pesca. Agisce come uno che si sente in regola col presente e col passato, con la storia dell'uomo e con certi cicli biologici che regolano la vita sul globo, o meglio, sul pianeta doppio come dicono certi studiosi. Lui è in regola, anche con la EI.P.S., perciò non ha fretta. Fra poco tornerà insieme col suo gruppo primitivo con enormi pesci che penderanno dai bastoni di balsa tra una spalla e l'altra; e quali feste lo accoglieranno al suo ritorno, e salti e grida di gioia. Mi viene di dare un calcio al muro e lo faccio; la realtà mi ha fatto male a un ditone. Anche oggi il pescatore, al ritorno della pesca cerca inconsciamente quella gratifica; ma chi gli sta intorno non vede nulla, smarrito com'è nell'oggi caotico a cui crede di appartenere da sempre. Chi nel bagaglio genetico non possiede più certi ordini, non può capirli. Certe attività di comportamento, sono scritte nella struttura celebrale. Qualcuno ha affìancato alla nostra pesca la parola sport, ma con tutto rispetto verso le discipline sportive, non può stargli vicino. Così come non può viaggiare a fianco degli uccelli che migrano. Mi perdoni chi rimane deluso da questa affermazione, ma rifletta prima di condannarmi. Un ordine che per migliaia di anni ha significato sopravvivenza, anche se gratificato dalle prede e poi dal ritorno a casa. Migliaia di anni di cui conosciamo l'uno per cento appena. Mi viene di dare un'altra pedata al muro, ma mi freno a causa dell'alluce.

La canna che Cecco mette nel baule, potrebbe essere vecchia di tre o quattrocento mila anni. Quanta strada ha fatto quell'arnese! Sembra che lo faccia apposta "l'infame". E quante cose ha da sistemare. Egli sa che qualcuno dalle vetrine lo osserva, e sa pure che questo qualcuno piange e non si cheta. Qualcosa gli afferra il cuore e gli incanta l'intelletto che, per fortuna o per sfortuna riesce a tenere fermi i piedi. Ma, sono stanco di pensare dietro quell'uomo. Mi trasformo in una mosca finta, per sentire un po' cosa dicono gli altri. Ora sono una March Brown, insetto dalle ali marmorate. Volo. Mi fermo vicino alla finestra del musicista. "Pescatore affonda l'esca!" lo sento cantare dietro al Cecco. Questi artisti in realtà, vivono in altre dimensioni, ma non è vero che solo loro provano emozioni complete. Certi tipi di musica essi non la sentono. "E' uno sport di pazienza!" Sentenzia un tizio che deve la sua saggezza all'osteria. "io, - ci ricama ancora su - non sarei capace di stare lì ore ed ore con una canna in mano; butterei tutto in acqua io." "Bisogna fare qualcosa! - si preoccupa l'ecologo - gli scarichi industriali, le tonnellate di piombo che precipitano continuamente sulle nostre superfici, sulle nostre acque. Le nostre acque gemono!" si lamenta - Volo via perché comincia a tirare fuori dei nomi che mi fanno ricordare la mia ignoranza. Per fortuna non ci sono molte rondini, altrimenti, con queste alucce mormorate ... "Bisogna fare qualcosa, approvare nuove leggi - si preoccupa il politico circondato da centinaia di buste di plastica. Sì, bisogna fare delle leggi! afferma. Non lo dice per il bene del nostro patrimonio ittico, ma per fare una legge, anche se poi si dimostrerà demenziale, perché fare una legge vuol dire un po salire sul Sinay. Vicino alla finestra del professore me ne sto un po nascosto, perché ci sono enormi ragni. "L'unica cosa che giustifichi oggi l'esercizio della pesca - insegna - è proprio il pescare. Non si dovrebbe andare a pesca senza lo scopo di consumare le prede. Non si deve uccidere per sport, né per gioco, ma solo per alimentarsi". Certi divieti, certe limitazioni viste da certe angolazioni diventano inesatte. Il tizio che parte con la canna a pesca di pesciolini, non va per insidiare questo o quel tipo di pesce, ma col preciso scopo di farsi una bella frittata. Da questa punto di vista egli è più in regola di tutti ". Mi tolgo la bombetta dato che sono una mosca inglese, davanti a ciò che dice e me ne volo senza commenti, perché un professore sa sempre quello che dice.

Comincio ad avere un certo formicolio ai piedi ma insisto. Mi poso sul davanzale della finestra del cacciatore, piange e con lui piange anche il suo cane. Cecco lo sa e lo capisce. Tutti e due si capiscono senza l'interferenza dell'intelletto. "Bisognerebbe mangiare solo pesce!" raccomanda il dietologo. "l grassi nobili ch'essi contengono, agevolano la circolazione anziché ostacolarla come fanno i grassi animali. Olio d'oliva, pane, pasta, legumi, verdura e pesce per vivere sani" raccomanda. Passo davanti alla finestra del teologo, ma lo evito perché, senza ombra di dubbio mi porterebbe su una cena barca e da pescatore diverrei pescato. Lo evito anche perché cominciano a farmi male seriamente i piedi. Cecco, o come diavolo si chiama, parte ed è già nel luogo dove getterà i suoi ami. E canta e ride mentre va. Alcuni, da dietro le vetrine d'esilio, lo osservano. E lui si lascia dietro la grande città che grida, che piange. Lascia dietro noi, martellati da migliaia di segnali, di sollecitazioni e di paure, con un grande peccato sulle spalle, senza garanzie di vita, né di morte. Ma, con una busta paga. Una busta paga che passa dalle nostre mani e che subito dopo ritorna a chi ce l'ha data. Sì, mi fanno male i piedi, ma non ci penso, perché, l'uomo con la canna ha lasciato un profumo assai caro a chi è vissuto sulle sponde del fiume, a chi è vissuto tra gli scogli. Non ci sono errori, ha lasciato l'odore dei narcisi e delle anemisie del Ticino, ha lasciato l'odore dell'erba di Metilene, quella che più di tutte profuma di mare. Ed ha lasciato anche una eco il suo "Andare": "Mira amigo, mira cl Manana me voy!" si sente da lontano "Mira los parancas!". "Munta- munta- si sente dal mare nostrum -la fìmmina c'è puru la fìmmina!!!". E anche la Corrente del Cairo lascia il suo profumo inebriante. E' l'eco del Santiago.

Del suo spirito che vaga da cuore in cuore. Ora che se n'è andato m'è venuto chiaro il nome del pescatore, si tratta di Chih Kang. "Getto il mio amo in un ruscello solo - egli va cantando - e la mia gioia va come se avessi un regno. I capelli sciolgo e me ne va cantando". Nell'aria si sente un profumo come un sospiro d'amore, un profumo che viene dall'acqua quella che spegne il fuoco.

 

 





Inserisci un commento

(La pubblicazione è soggetta ad approvazione da parte della redazione.)
*La tua email non sarà pubblicata
Autorizzo il trattamento dei miei dati secondo l'informativa privacy.
Codice di controllo
Scrivi i caratteri rispettando MAIUSCOLO e minuscolo.


Profili



app POL

APP PESCAREONLINE

ebook COL

Ebook CarpOnline

Sponsor