Spinning: Un risveglio graduale

di roberto granata pubblicato il 04/02/17

Se è pur vero che lo spinning è una tecnica di pesca che può essere praticata in ogni stagione, pur con ovvie limitazioni, è altrettanto vero che la stagione invernale pone un numero superiore, rispetto alle altre, delle suddette limitazioni. Non intendo parlare di limiti dettati da periodi di divieto od altro, ma proprio di quelli dettati dalla natura. Premesso che non dobbiamo mai maledire (almeno, piscatoriamente parlando) l'inverno, semplicemente perché senza di lui non potrebbero arrivare le stagioni successive, come le leggi della natura (quando non viene stravolta) ci insegnano, dobbiamo però renderci conto di quali sono i limiti che ci pone. Per inquadrare meglio il discorso basti pensare, come molti spinningofili sanno bene, che non tutte le specie di predatori passano l'inverno nello stesso modo. Alcune cadono in un letargo piuttosto marcato (anche se mai totale), ed altre sono costrette a muoversi anche col freddo, limitando però tutte le loro azioni rispetto ai periodi più caldi. Perché questa lunga premessa? Perché noi, che stiamo aspettando il loro definitivo "risveglio" da quel torpore (non sempre prettamente corporale, ma anche di istinti), possiamo conoscere meglio come muoverci. Vedremo quindi, specie per specie, le fasi graduali di questo ritorno ad una vita più dinamica; ciò servirà sia a conoscerle meglio che, di conseguenza ad insidiarle con maggior profitto.

 UNA DOVEROSA PREMESSA

 Anche se chi pesca da tempo e con le dovute attenzioni lo sa bene, è comunque importante ribadire la seguente considerazione, tanto ovvia quanto trascurata: l'acqua impiega diverso tempo a scaldarsi e diverso tempo a raffreddarsi. Ciò significa che, se vedo qualche giorno di sole nei pomeriggi invernali dominati dal ghiaccio, non devo assolutamente illudermi. Anzi, ciò è stesso sinonimo di marcata escursione termica giorno - notte e quindi di alta pressione stabile con (appunto) gelate e temperature dell'acqua prossime allo zero. Analogamente, quando l'autunno ha già fatto la sua comparsa da tempo e noi continuiamo a catturare pesci, trovandoci anche in uno dei periodi migliori dell'anno, è semplicemente perché l'acqua non si è ancora raffreddata a tal punto di inibire gli attacchi dei predatori.

Poniamo il semplicissimo esempio della pentola: se metto l'acqua a bollire e, non appena bolle, spengo la fiamma perché ho un contrattempo, l'acqua si raffredderà molto gradatamente ed entro un certo tempo. Questo è il passaggio dalla stagione calda a quella fredda. Ora il contrario: se metto l'acqua fredda a bollire e, dopo pochi secondi un impegno mi costringe a spegnere la fiamma, cosa ho ottenuto? Niente. Questo è uno dei falsi passaggi dalla stagione fredda a quella calda. Va detto però che, mentre una giornata "bella" o mite in pieno inverno conta pochissimo, un periodo mite, pur insito nell'inverno stesso, può avere la sua importanza. Vediamo cosa sembrano pensarne i pesci.

 LUCCIO

 L'esocide, nonostante apparenze e luoghi comuni, ha dovuto limitare parecchio la sua "attività", concentrandola in determinati momenti della giornata e, potendo su prede di buone dimensioni. Poi arriva il periodo riproduttivo. Dopo questo, di norma l'acqua resta già "tiepida", non subendo più rilevanti sbalzi giorno - notte. Il luccio è quindi insidiabile, per giunta senza grossi problemi nella scelta dell'artificiale, con particolare attenzione alle zone vicine a quelle dove si è appena riprodotto.

 BLACK BASS

 Prima del "risveglio" definitivo la situazione non differisce molto dall'inverno; chi ci prova lo fa essenzialmente con spinnerbaits recuperati lentamente sul fondo. Al risveglio sappiamo non esserci grossi problemi; l'importante è capire quando avviene. Ed avverrà quando l'acqua non subirà, se non di pochissimo, l'escursione termica giorno - notte. Di norma molta attenzione va posta alle piogge tipiche di Marzo; i primi giorni di sole che le seguono sono spesso indice del suddetto risveglio.

 CAVEDANO

 Essendo onnivoro, pazzescamente furbo ed opportunista, ha avuto meno problemi di quel che si pensi a passare l'inverno. Gli attacchi di cavedani ad un rotante con acque a temperatura estremamente bassa sono tutt'altro che rari, a riprova che questo "diavolo con le pinne" sa sempre come cavarsela. Quindi, anche se non possiamo parlare di risveglio vero e proprio sarà opportuno, nel periodo in oggetto, prestare attenzione ai luoghi di ricerca più che al modo. Questi saranno da individuare, dopo le acque basse e lente tipiche del periodo invernale, ai piedi delle briglie, delle cascate e, comunque, dove smorza la corrente di acque in movimento ed ossigenate. Il passo successivo, quello estivo, li vedrà quasi nel pieno della schiuma delle suddette cascate.

 LUCIOPERCA

 Il "pesce dell'Est" è abituato al freddo dell'Est. Infatti il pieno del freddo invernale ci regala, contrariamente ad ogni altra specie, catture davvero degne di nota e poche slamature rispetto alla poco incoraggiante media di taluni altri periodi. Quindi il risveglio della natura lo vedrà più che pronto, anche perché prossimo al periodo riproduttivo. Da preferire anche per lui gli invasi delle briglie ed i punti dove smorza qualche corrente; gli artificiali a forma di pesce restano sempre, soprattutto parlando di continuità di catture, il non plus ultra.

 SILURO

 Ecco invece un pesce che, per "svegliarsi" definitivamente, impiega un po' di tempo in più. Senz'altro troveremo più occasioni in estate, tuttavia, se vogliamo dedicarci a questo baffone, meglio farlo ancora in acque relativamente calme e con recuperi altrettanto "calmi", o comunque finalizzati a restare in uno spot il tempo necessario a scatenare qualche sua reazione.

 Siamo quindi pronti al "risveglio" dei nostri amici predatori. Tutto, piano piano, diverrà meno problematico, fino al periodo torrido di piena estate. Qui le cose cambieranno ancora, ma questo sarà un altro discorso.

 

 

 






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