Itinerari Italia

Ticino e dintorni visti sott'acqua

Di Di Roberto Granata pubblicato il 05/03/20

Il pescatore “completo”, per quanto completi possiamo umanamente diventare, è colui che oltre a prendere pesci si immerge, è proprio il caso di dirlo, con la mente nell’ambiente in cui si trova. Se poi, oltre alla mente si immerge nel vero senso della parola, per scattare bellissime foto e video e per provare il piacere ed il brivido assieme di nuotare al fianco delle numerose specie di pesci presenti nel Ticino e nel suo comprensorio, può dirsi veramente in simbiosi con l’ambiente in cui opera. È il caso di Mattia Nocciola, un simpatico trentenne che, nel suo tempo libero, si dedica all’immersione in diversi tratti del Ticino, nonché nelle sue lanche e rogge. In una serata organizzata dal Gray goose club, tenutasi nella splendida cornice nel castello di Bereguardo (PV), nella Sala della Capriata, gremita di folla all’inverosimile, Mattia ha mostrato le sue foto subacquee ed i suoi video. Mi hanno colpito tre cose: l’umiltà con cui parlava, la descrizione minuziosa di ogni foto (dal luogo dello scatto ai vari particolari dell’ambiente come corrente, profondità ecc…), ma soprattutto la passione con la quale descriveva le abitudini dei pesci, le loro reazioni alla vista di una presenza aliena ed, in poche parole, il loro comportamento. E quale gioia per le mie orecchie! Proprio a me, che ho sempre cercato di scoprire tutto ciò stando dalla parte del pescatore, che non mi sono mai accontentato di catturare un pesce a spinning senza cercare di conoscerne il perché! Proprio a me la fortuna di poter parlare a quattr’occhi con chi ama le mie stesse passioni, ma le vede e, seppur da umano, le vive dalla parte dove vivono i pesci. Ovviamente, appena sono riuscito ad avvicinarlo, le domande e le considerazioni sono partite a mille, ed è stato bello, sicuramente da parte mia ma credo per entrambi, scoprire che ogni esperienza di uno serviva all’altro, sia quando collimavano sia quando no.  Mattia ha notato, ad esempio, che la lucioperca in frega diventa estremamente aggressiva, più di ogni altro pesce d’acqua dolce. Ne sa qualcosa il vetro dell’oblò della sua muta, rigato dai denti di un “perca” che l’ha attaccato. Vi sono anche testimonianze di bagnanti attaccati da grossi esemplari. Negli altri periodi questo pesce diventa invece praticamente insensibile alla presenza di intrusi nelle sue vicinanze, esclusi ovviamente gli attacchi al tramonto, che sappiamo dovuti però prettamente alla fame. Abbiamo visto poi come la carpa sia un pesce curioso, quasi burlone, e con nessuna, o quasi, paura di una presenza estranea nel suo ambiente e/o nel suo raggio d’azione. D’altronde chi conosce bene questo pesce sa di branchi che seguono come un’ombra un esemplare allamato, oppure di carpe che prendono il cibo, quando abituate, direttamente dalle mani dell’uomo. Insomma, questo e molto altro è stato descritto e documentato nella serata, ma a questo punto più delle parole vale lasciarvi il suo contatto: www.mattianocciola.com


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