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Pescareonline

Gionata Paolicchi Editoriale di Aprile 2008
Di Gionata Paolicchi e Riccardo Dominici

Prima di lasciare la parola a Riccardo Dominici, Direttore di POL Junior (che in questi mesi ha latitato… ma per sua fortuna… i voti a scuola sono migliorati, quindi è perdonato…) voglio io dirvi solo alcune notizie veloci: questi aggiornamenti sono dedicati allo spinning, con ben cinque articoli specifici.
Abbiamo articoli di Merciai e Granata, firme della rivista Pescare, di Ussi firma di Pescare Mare, di Sergenti agonista di bass e di Michele Moscati, agonista di trota lago e torrente, ma ottimo pescatore di spinning.

Posso dirvi in anteprima, che dai numeri di maggio delle riviste Pescare ed Il Pescatore, sono ufficialmente il “consulente del Direttore”, e cioè di Alessandro Cacciapuoti, Editore dell’Olimpia e Direttore di tutte le testate pesca. Cosa fa il “consulente del Direttore”? Quali compiti ha? Beh, sfogliando le riviste da maggio… lo scoprirete. Spero di riuscire ad essere quel valore aggiunto al gran lavoro che già stanno facendo i Vice Direttori Brandi e Della Valle, portando migliorie e soprattutto idee nuove.

Ormai è tutto pronto anche per il 23° Memorial Pasinetti che si terrà il 6 aprile ai Laghi di Faldo: saranno presenti tutti i campioni italiani di pesca al colpo, un appuntamento da non mancare.

Vi ricordo che a breve Pescareonline non sarà più raggiungibile al dominio www.pescare.it , anche se al momento è usato solo dal 10% dei nostri utenti. Il sito www.pescare.it sarà gestito dall’Editoriale Olimpia e verrà creato un portale che sarà la base di partenza per i quattro siti delle quattro testate di pesca. Da salvare, ovviamente tra i preferiti. Ma adesso lascio la parola a Riccardino.

La pesca come metafora della vita

di Riccardo Dominici

E’ passato ormai un bel po’di tempo dal mio ultimo scritto, sicuramente troppo, ma c’è un detto dalle mie parti che dice: “Se non si ha nulla da dire è meglio tacere”. Non avendo nulla da dire perché e già un bel po’ di tempo che non faccio una pescata come si deve, non avevo argomenti da affrontare o fatti da raccontare e così è successo che per un bel po’ di tempo non ho fatto niente e di questo chiedo scusa al direttore Gionata ed a tutti voi..

L’altra sera parlando con mio padre di fatti scolastici abbiamo affrontato l’argomento lettura, lettura che io trascuro abbastanza privilegiando, probabilmente come buona parte dei miei coetanei, internet, la televisione ed altri mezzi. Lui insisteva sul fatto che leggere è molto importante per una svariata serie di motivi, leggere aiuta a parlare con proprietà di linguaggio, aiuta a scrivere meglio e “dulcis in fundo” si può imparare molto sui fatti della vita anche dalla lettura di un, all’apparenza semplice romanzo.

Questa, a tratti vivace, discussione mi ha fatto pensare molto ed ha riportato alla mente un fatto successomi alla fine dell’estate scorsa, ma veniamo ai fatti. Per le vacanze estive l’insegnante di Letteratura mi aveva consigliato di leggere un libro qualsiasi di Ernest Hemingway, scrittore Americano, premio Nobel per la letteratura ma soprattutto, almeno ai miei occhi grande appassionato di pesca ed accanito cacciatore. La mia scelta è caduta su “Il Vecchio il Mare”, scelta effettuata in base all’esiguo numero di pagine. Il libro è rimasto lì sul comodino della mia camera per un bel po’ di tempo, lo guardavo ma non mi decidevo mai ad affrontarlo sino a quando non ho avuto alternative perché il tempo di riprendere la scuola era ormai arrivato.

Dalle rime pagine mi si è aperto un mondo nuovo ed appassionante, mi sembrava che leggere fosse diventato l’unica cosa interessante della giornata, non vedevo l’ora di avere un po’ di tempo da dedicare alla lettura. Alla fine dopo averlo letto l’ho riletto con calma parola dopo parola vivendo quasi in prima persona il dipanarsi dei fatti narrati.

Vi faccio un piccolo riassunto: il romanzo è ambientato in un piccolo villaggio di pescatori Cubani, e l'azione si svolge all’incirca poco dopo la metà degli anni”50” del secolo scorso. Narra l'avventura in mare del vecchio pescatore Santiago, il protagonista, uomo dal glorioso passato da lupo di mare, ma ora perseguitato dalla sfortuna. Sono ormai ottantaquattro giorni che non riesce pescare nulla, sfiduciato e deluso, abbandonato da tutti, vive solo nella capanna del suo villaggio come se fosse stato colpito da una maledizione, con l'unica compagnia del giovanissimo Manolo, il ragazzo a cui ha insegnato a pescare e che usciva in mare con lui per aiutarlo, ma che i genitori hanno dirottato su un’altra barca meno sfortunata, perché gli altri alla sera ritornavano con il pescato e lui era ormai da troppo tempo che rientrava dalla pesca a mani vuote.

Solo la solidarietà di Manolo e l'esempio dell'italo americano Joe di Maggio, imbattibile capitano della squadra di baseball di New York, di cui legge le epiche gesta sul giornale per poi rendere partecipe di ciò anche Manolo, gli permetteranno di trovare la forza di ritornare in mare per riprendere la professione di pescatore, non rinunciando mai a uscire in mare ogni giorno per cercare qualche pesce, pertanto Santiago torna a pescare però quasi come un principiante, solca da solo, con la sua imbarcazione il Mare di Cuba, perché privato dell’aiuto e della compagnia di Manolo.

Poi finalmente accade, un enorme “Marlin”, abbocca alla sua esca e qui inizia un’epica lotta tra l’uomo ed il pesce. Santiago e' annebbiato dalla fatica, perseguitato dalla stanchezza e le sue mani sanguinano per i tagli causati dalla lenza. Lui potrebbe tagliare la lenza ma non lo fa, il pesce trascina la barca di Santiago sempre più al largo, sempre più lontano da casa e questo per tre giorni e per tre notti.

Egli ammira il suo avversario per la sua resistenza, per la sua calma ma la sua sorte è ormai segnata e di questo Santiago ne è quasi dispiaciuto.

Finalmente il “Marlin” si arrende e Santiago dopo aver vinto questa dura battaglia, non riuscendo ad issare in barca l’enorme pesce lo lega al bordo della propria barca, egli è contento di aver vinto, grazie alla sua esperienza, ma anche risentito per aver ucciso un essere vivente, un animale forte e solo, con il quale si è identificato. Durante il viaggio di ritorno il vecchio dovrà quindi affrontare un'altra lotta tremenda contro gli squali, che poco per volta gli strappano la preda, lasciandone solo l'enorme scheletro, vanificando così i suoi sforzi e le sue speranze.

E’ un libro veramente bello da cui si possono trarre molti insegnamenti, analizzando quelli che sono i temi del romanzo. I temi sono i seguenti: l’amicizia e l'affetto tra il vecchio pescatore ed il giovane Manolo, Santiago insegna e Manolo impara. La speranza, la perseveranza ed il coraggio del vecchio, che si spinge in alto mare, mai domo, per raggiungere il suo obiettivo, Mai arrendersi le difficoltà sono sempre dietro l’angolo e sfuggirle non ci porta da nessuna parte, invece bisogna imparare a lottare per raggiungere gli obiettivi che ci siamo dati.. La solitudine e lo sconforto che Santiago patisce; tutti lo anno abbandonato, tutti lo sfuggono quasi fosse un appestato, tutti ma non Manolo il quale gli è riconoscente per tutto quanto gli ha insegnato ed è lui che porta a Santiago le esche perché possa pescare. La vittoria dell'uomo sulle forze della natura, quindi la felicità, ma anche il risentimento per l'uccisione di un essere vivente, ed è per questo che io rilascio tutto quanto riesco a catturare senza distinzioni fra pesce autoctono e pesce alloctono, a parte qualche iridea che porto a mia nonna quando me lo chiede.

Vi invito a leggerlo, è veramente un bel libro, costa poco, si sta poco a leggerlo ed infine realizza un sogno di tutti noi: catturare il big fish,

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