Editoriale di Gennaio 2008
di Gionata Paolicchi
Oggi, 10 gennaio, giorno di pubblicazione di questo Editoriale sarò in Romania, sotto un metro di neve a fare riprese per i DVD di Caccia della collana Diana edita da Olimpia. Ormai da sei mesi, oltre alla pesca mi dedico infatti ai video di caccia e sinceramente trovo enormi soddisfazioni con questo nuovo settore.
Quindi non solo DVD di pesca, (prossima settimana devo consegnare i due video che usciranno al Fishing Show ed al Carpitaly di Surf Casting e Carpfishing…), poi le riviste di pesca, (questo mese trovate miei articoli su tre diverse testate) internet, le fiere di Bologna e Gonzaga che mi vedono coinvolto non solo come espositore, ma anche come organizzatore per il Fishing Show e responsabile eventi e ufficio stampa per il Carpitaly, poi le novità di questo 2008… ancora top secret… credo almeno fino al prossimo editoriale… del 31 gennaio. Un’Azienda ci sponsorizzerà in modo massiccio (almeno ci ha promesso…) e potremo fare, grazie a questo contributo un restyling di POL che da sette anni ha la stessa grafica e finalmente mettere mano in un upgrade del forum da tempo promesso, ma per un caso e l’altro, non siamo mai riusciti a farlo. Tempi? Diciamo primavera.
Insomma, due mesi davvero ricchi ed intensi, molto, forse davvero troppo carico di lavoro per il sottoscritto, che oggi più che mai è super impegnato con la pesca sportiva… e non solo! Vi dico, come di consueto i numeri di questo 2007 appena trascorso per POL: quasi 780.000 visite registrate più un 20% che il counter considera come traffico non visualizzato, si passano quindi le 900.000 visite in un anno, un incremento di quasi il 30% rispetto al 2006, una continua crescita, quasi il quadruplo rispetto a quattro anni fa, quando ho iniziato io questa avventura. Sono soddisfazioni. In conclusione, abbiamo deciso di trasformare le copertine del mese di POL in sfondi desktop… ogni mese uno sfondo per il vostro computer, sperando di farvi cosa gradita. Ma adesso vi lascio all’Editoriale, quello serio, di Gianluca Milillo.
Il futuro degli Alloctoni
Di Gianluca “il Basco” Milillo
Circa un anno fa, fu proprio attraverso questo rilevante sistema di comunicazione rappresentato da Pescareonline, che diedi notizia di quanto il problema delle specie ittiche non originarie dei nostri luoghi stava assumendo un aspetto sempre più distante da una minaccia ambientale ed assumeva sem pre più i contorni di una intricata questione politica.
“Uccidere pesci in nome dell’ambiente”: per quanto paradossale è questo che dagli inizi degli anni ‘90 diverse regioni e province promulgano come soluzione ai mali delle nostre acque.
Non mi dilungherò nella descrizione delle molteplici norme che vorrebbero, attraverso l’estinzione di specie quali Amur, Lucioperca, Siluro, Aspio e quant’altro, ripristinare ecosistemi acquatici che soffrono di mali ben più gravi; se oggi la fauna ittica non è più quella di mezzo secolo fa è perché le nostre acque non sono più le stesse.
Non sono state le specie “aliene” ha creare gli sbarramenti, a diffondere diossine, a cementificare o a concimare nelle agricolture intensive con fosfati e nitrati, ma per molti legislatori (a conti fatti) sembrerebbe che uccidere i pesci alloctoni attraverso leggi che impongono al pescatore di non effettuare il catch and relase salvi le apparenze e distragga da problematiche di peso insostenibile.
Cosi nascono i centri di bracconaggio industriale delle squadre Ungheresi sul Po, che parandosi dietro queste norme predano di tutto e in ogni modo, fino ad arrivare ad alcuni imprenditori italiani (attualmente indagati) che forti di autorizzazioni provinciali sul recupero degli alloctoni, ne hanno approfittato per svuotare interi bacini di tutto il pesce (tutto…), rivendendolo a chiunque ne facesse richiesta infrangendo le leggi sanitarie nazionali.
Ma qualcosa in questo tempo si è mosso nonostante la forte disgregazione delle singole associazioni di pescatori, nonostante che prestigiosi “club” avessero preferito la linea morbida nei confronti delle amministrazioni per non veder svanire i privilegi di campi gara, notturne e favori vari; dopo un intenso lavoro durato tre anni il Gruppo Siluro Italia non è più il solo a sostenere che l’attuale gestione delle acque è da riconsiderare.
Ad ottobre del 2007 la F.I.P.S.A.S., l’Istituto di Biologia delle acque di Teramo, il Gruppo Siluro Italia ed il Gruppo Siluro Gare (ultimo nato) hanno realizzato un progetto di studio sistematico delle colonie delle specie alloctone che, attraverso sistemi che non prevedono la morte degli esemplari studiati, si propone sia di attualizzare la conoscenza del fenomeno su tutto il territorio nazionale, sia quello (futuro) di realizzare una banca dati genetica dei pesci che contrasti la filiera clandestina di vendita, ma soprattutto di gettare le basi per una nuova valutazione e l’individuazione di sistemi di gestione alternativi a quelli attuali.
Il progetto di lavoro partirà dall’Emilia Romagna, ed in particolare dalla provincia di Ferrara, luogo che ha un duplice aspetto fondamentale per i fini progettuali: è una della province maggiormente interessata dal fenomeno ambientale e sociale che scaturisce dalla presenza delle colonie aliene ed ha dimostrato una profonda sensibilità per la ricerca scientifica e il raggiungimento della legalità sulle acque. Ulteriore nota di merito del progetto e che sarà direttamente il pescatore sportivo a contribuire allo sviluppo della ricerca; il pescatore sarà protagonista dello studio attraverso il contributo che darà con la marcatura delle sue catture e non più la vittima di pesanti verbali elevati per “non aver ucciso”. Il tutto sarà legittimato da precisi protocolli e procedure che saranno descritti in una conferenza che si terrà a Bologna in occasione della Fiera del “Fishing Show 08”, a cui parteciperanno oltre ai rappresentanti delle associazioni ed istituti coinvolti anche la stessa componente amministrativa dell’Emilia Romagna.
A mio giudizio credo che questa rappresenti una delle vittorie morali per il popolo dei pescatori più significative degli ultimi anni, è partita da pescatori e si rivolge al mondo sportivo e degli utenti dei bacini per creare quella partecipazione e soluzione che può nascere solo da chi vive la sua passione con un rispetto che va oltre le considerazioni scontate e la cieca e passiva accettazione imposta da norme non più attuali; contribuire al contenimento senza uccidere, preservare gli ecosistemi e la salute pubblica dai bracconieri “pseudo legalizzati”, accettare la mutazione delle nostre acque e spingerci a studiarle, unire il popolo dei pescatori sempre più diviso da interessi e opportunità diverse attraverso un progetto comune. Questi sono i primi passi che temerariamente e faticosamente hanno gettato le basi per realizzare quanto solo ieri sembrava impossibile.
Se quanto descritto diventerà una realtà comune e diffusa in tutto il territorio nazionale sono certo che spunteranno ovunque “padri” che ne rivendicheranno il merito; prima di allora voglio che sia noto che la prima concreta opportunità che mi ha permesso di intraprendere questa strada mi fu data proprio dal Direttore Gionata Paolicchi: lui mi permise di creare i canali di comunicazione che oggi si sono concretizzati in questo avveniristico progetto.
Grazie, anche a nome di chi non ha parola come i pesci e due cose rimarranno sempre immutate in me: l’apprezzare la tua professionalità e…il non riuscire mai a pronunciare correttamente il tuo nome di battesimo!
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