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Editoriale di luglio

Parchi, Oasi e affini, cosa ci aspetta?
di Gionata Paolicchi e Sabino Civita

Ragazzi che mese memorabile ed intenso! Per quanto concerne la mia parte lavorativa, avrete a breve news molto importanti, ma vi potrò informare di questo non prima del 5 luglio circa. Per il resto invece che dire: il primo week end di giugno ho partecipato al 2° Raduno dell’LBF Italia, associazione presieduta da Sabino Civita, Vice-Direttore di questo sito. Tre giorni di intensa pesca presso il Lago del Sole di Marina di Massa a pesca di carpe con la tecnica del ledgering: oltre 40 i partecipanti all’incontro a testimonianza che questo movimento e questa tecnica sono in continua ascesa.

Il week end successivo, quello del 10 ed 11 giugno, è stato il turno del 3° incontro “Largo ai giovani”, quasi 100 i bambini che hanno partecipato tra Pavia e Viareggio. Una grossa soddisfazione, ma per maggiori info vedere la news alla pagina www.pescareonline.it/2006_news/largo_ai_giovani.htm.

La settimana dopo sono partito per la Sardegna per realizzare due DVD che usciranno in edicola il prossimo autunno. Abbiamo fatto catture eccezionali, un divertimento ed una soddisfazione unica, ma anche in questo caso vi rimando all’articolo in home relativo a questo viaggio.

Oggi, 30 giugno, sono in Austria a pesca con l’amico Ighli Vannucchi, tornerò a casa il 2 luglio, ma anche di questa pescata vi dirò di più negli aggiornamenti del 14 luglio.

Ma torniamo a quello che è il titolo di questo Editoriale e parliamo di cose serie: Parchi, Oasi ed affini, cosa ci aspetta? A mio parere non ci aspettano tempi rosei e già abbiamo i primi preoccupanti segnali: Mario Molinari, inizio mese mi informa di un problema relativo al Parco Adda Sud, sembra vogliano trasformarlo in Oasi e vietare caccia e pesca. Essendo il parco dell’Adda a Lodi ed essendoci a Lodi proprio una delle principali società di pesca che comprende oltre 3.000 affiliati, questa cosa preoccupa quindi molti amici pescatori. Allora lascio la parola a Sabino Civita che a tal proposito a qualcosa da dirci. Io intanto ho chiesto per cortesia al mio Editore, che con la presente ringrazio pubblicamente, Dott. Cacciapuoti, di sentire tramite sue conoscenze se riusciva a saper di più di questa storia.

Un futuro senza pescatori sull’Adda?
di Sabino Civita

L’ambiente è l’ambiente. E non ci sono santi. Bisogna proteggerlo e preservarlo, affinché l’uomo possa goderselo, come tutte le belle cose di questo mondo. E per questo ci sono i Parchi, e fra questi il Parco Adda Sud. Che ha un presidente, ovviamente, e che il caso vuole si chiami Dadda Giuseppe Attilio (tenete a mente questo nome), voi tutti pescatori che pescate o avete pescato in Adda, Muzza rotte dell’Adda, Soltarico … da lui, forse, dipende il fatto se ci si potrà pescare ancora.

E adesso vi spiego il “forse”. Circa un mesetto fa Mario Molinari, al telefono mi dice che c’è la possibilità che, causa cambiamento da Parco Agricolo a Parco Naturalistico, in tutto il Parco Adda Sud (sito: www.parcoaddasud.lombardia.it) potrebbero venir vietate caccia e pesca. Era un Molinari piuttosto incupito per usare un eufemismo, visto che sull’Adda ormai ci vive e ci pesca da decenni, e ha a cuore ogni singola goccia d’acqua del suo fiume; e nel mio piccolo devo dire che questa “voce” ha preoccupato anche me, considerato che, d’inverno soprattutto, sull’Adda tra Pizzighettone e il Po sfogo il miei istinti primari di cacciatore di barbi.

E se chiudono la pesca in tutte le acque del Parco Adda Sud? Che succede? Ho preso allora appuntamento, due volte, col Presidente Dadda, per sapere quanto di vero ci sia in questa voce, ma il caso ha voluto che, entrambe le volte, per un motivo o per l’altro, io sia arrivato a Lodi e il Presidente Dadda invece non abbia potuto ricevermi nonostante l’appuntamento prefissato. Succede, nulla di grave, sono sicuro che la malasorte finirà di accanirsi sulla nostra intervista e riusciremo a parlare col presidente Dadda.
Niente panico, in ogni caso non c’è nulla di definito né di definitivo, solo voci (ma qualcuno queste voci le ha ben sentite dai diretti responsabili!) di dichiarazioni fatte qualche tempo fa, in periodo elettorale; anzi, a scanso di equivoci ci tengo a ribadire il carattere (per ora) completamente non ufficiale delle “indiscrezioni” avute su questa iniziativa di un futuro divieto di pesca nelle acque del Parco Adda Sud.

E allora perché ce lo dici, direte voi? Be’ per farvelo sapere, perché lo sappiano i pescatori. Se queste voci sono un mito metropolitano (anzi: un mito fluviale) o una iniziativa del Parco che poi si risolverà nel nulla, meglio così, e continueremo indisturbati a pescare nelle acque di uno dei fiumi più belli d’Italia. Ma se così non fosse? Se stesse davvero arrivando, ad esempio, un’ipotetica montagna di euro “europei” ad indurre in tentazione il Parco Adda Sud affinché chiuda la pesca su tutto il suo territorio? Be’ allora meglio stare svegli, e soprattutto tenere d’occhio, e tenerla d’occhio in tanti, la situazione, onde evitare che il fatto compiuto ci arrivi tra capo e collo e non ci si possa fare veramente più nulla, nemmeno protestare.
Per quel che mi riguarda, su quest’argomento ci risentiremo, anche sulle pagine delle riviste di settore, per quanto mi sarà possibile tenere vivo l’interesse sulla cosa. Quindi, aspettatevi una seconda puntata sull’argomento, che speriamo possa contenere le parole e le intenzioni del Presidente Dadda Giuseppe Attilio.

L’ambiente è l’ambiente. E non ci sono santi. Bisogna proteggerlo e preservarlo, affinché l’uomo possa goderselo, come tutte le belle cose di questo mondo. Ma se sulle rive dell’Adda non ci potranno più andare i pescatori, non posso fare a meno di chiedermi chi diavolo possa godere di tutta quella bellezza.

In conclusione riprendo la parola solo per dirvi che, il 50% di voi, ha votato per avere questo Governo, ignorando o senza sapere, che questo Governo non è di certo a favore della pesca sportiva, se consideriamo poi che responsabile dell’ambiente è appunto il Pres. dei Verdi… vedo addensarsi all’orizzonte nubi molto dense. Infatti la Parco-mania si diffonde, si possono avere contributi dalla Comunità Europea e molte persone ci stanno girando sopra… ma per avere questi finanziamenti bisogna avere delle Oasi super protette, quindi la pesca è da vietare. Ragazzi, io sarò sempre allerta, voi segnalatemi qualsiasi cosa riguardante questi problemi, è possibile intervenire, è possibile far qualcosa, basta muoversi per tempo.

Quindi mi raccomando, non scrivetemi solo a cosa fatte lamentadovi di non poter più pescare nel vostro fiume, perché a quel punto non potremo fare più nulla, state allerta e informatemi! Io smuoverò sia la FIPSAS che è ovviamente disponibile ad ascoltarci e muoverci che la FIPO, la Federazione che riunisce tutte le Aziende del settore, che grazie all’affiliazione con Ucina (www.ucina.it) è possibile intervenire dentro il Palazzo… insomma, le armi ce le abbiamo, usiamole!!!


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