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Esche da bass - parte 4 di 4

di Fabio Sergenti

I Jig

Abbiamo lasciato questa esca per ultima ma vi garantisco che non lo è affatto in termini di importanza, e di catture: In molti considerano questa esca come una delle più adatte per selezionare la taglia delle catture. Il Gjg è un’ esca molto semplice ed essenziale, composta da una testa piombata munita di amo e antincaglio, alla quale è abbinato un gonnellino costituito da filamenti di materiale plastico o di tessuto. 
Per completare l’ esca di solito si aggiunge un trailer, ovvero una specie di altra piccola esca siliconica posizionata direttamente sull’ amo.

Si è tutti più o meno concordi nel sostenere che il Gjg riproduce un gambero e che quindi venga attaccato dal bass per questa ragione:
Quello che è certo è che in certe condizioni il gjg può fare veramente la differenza e regalarci delle catture anche quando tutte le altre esche hanno fallito. Nel panorama veramente vasto dei gjg, si trovano un gran numero di colori, e soprattutto un gran numero di forme, per quanto riguarda la testa:
Abbiamo forme più o meno schiacciate e allungate, a seconda dell’ utilizzo che ne vogliamo fare, per zone di pesca più o meno folte e intrigate. 
Personalmente adoro usare i gjg nel canneto o dentro le coperture arboree e grazie alle sue caratteristiche antincaglio, l’ azione di pesca risulta estremamente efficace.

Per pescare con questa esca ci vuole tanta calma e pazienza:
Il recupero deve essere molto lento, con delle pause, e bisogna essere molto concentrati in quanto talvolta la mangiata, anche da parte degli esemplari più grossi, risulta quasi impercettibile, e si manifesta con un piccolo spostamento laterale del filo.


Aggiungo che solitamente uso i gjg con successo a inizio e fine stagione abbinandoci come trailers dei piccoli craw.
A conclusione di questa chiacchierata, sperando di aver stimolato la vostra curiosità, spero che in molti comincerete a praticare la pesca al bass con le esche artificiali, perché vi garantisco, che scoprirete un mondo affascinante e fantastico, in cui sarà veramente difficile annoiarsi.
Nell’augurare a tutti buon divertimento ci tengo a ricordare a tutti l’ importanza del catch & release, e del rispetto per i pesci e per l’ ambiente:
Un bravo pescatore ama le sue prede e l’ ambiente in cui esse vivono.

 

parte 3



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Commenti alla pagina (1)

samu il 18/07/10 alle 00:41
complimenti,non posso che complimentarmi per la tua descrizione delle esche da bass,io la pratico da un paio di anni e mi piace proprio per quello che hai detto tu in precedenza e' una pesca senza regole e' bella per quella!!!un giorno abbocca a un vermone e il giorno dopo non viene considerato dal pesce, ti scervelli domandandoti"ma sono diventato un brocco???" poi provi e riprovi e trovi il bandolo della matassa usando un altra esca o mettendo un piombo o recuperando in modo differente e quello e' veramente una gran soddisfazione(a parere mio)!!! vorrei chiudere il mio commento con delle parole dette da un pescatore in un dvd "NON ESISTE LA ZONA DOVE NON CI SIA PESCE,SIAMO NOI CHE NON LO CERCHIAMO NELLA MANIERA GIUSTA!!!

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