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 Riceviamo e pubblichiamo red
Gentile redazione di Pescare on line, nell’articolo di Fabio Bocci “Anno vecchio, legge nuova in Umbria” è riportato un commento della L.R. 15/2008 in cui compare questa frase con una domanda: ”Proprio dai praticanti di attività outdoor è alimentata in questi giorni una vivace polemica sulla democraticità della normativa (ma dove erano durante i lavori di stesura del testo?) che andrebbe a favorire le pratiche di pesca e in particolar modo quella No-Kill lungo tutti i corsi d’acqua della splendida Valnerina, a detrimento dello sviluppo economico delle attività legate alla canoa e affini.” La risposta è semplice: c’è stata una sola riunione in fase di partecipazione della legge, ad aprile 2008, a cui non è stato invitato alcun rappresentante delle associazioni dei praticanti attività outdoor, in particolare rafting e canoa, ma erano presenti quelli delle associazioni dei pescatori. La legge, inoltre, è stata predisposta dal solo servizio pesca della regione, con esclusione degli altri tre servizi interessati: turismo, ambiente e sport. Mi sembra, pertanto, che le regole della partecipazione democratica non siano state pienamente rispettate ed il risultato è visibile da tutti coloro che abbiano serenità ed obiettività di giudizio: basta leggere la legge (art. 7, art. 27 in particolare) per notare un ingiusto sbilanciamento a favore dei pescatori sportivi, verso i quali, peraltro, non abbiamo alcun pregiudizio.
Armando Mattioli Acquaviva Uisp Umbria
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