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Principali specie ittiche in acque interne
Di Livio Venturini

Alosa o Cheppia
L'alosa è una specie migratrice che in primavera, soprattutto in maggio, risale dal mare per andare a deporre le uova nei tratti di alta pianura, o della bassa collina dei corsi d'acqua. Attualmente le migrazioni coinvolgono un numero notevolmente inferiore di individui rispetto al passato, e interessano tratti più limitati degli affluenti dei principali corsi d'acqua.
Giustificate sono pertanto sono le richieste avanzate da più parti di tutelare la specie, eliminando gli ostacoli che non le consentono di raggiungere le zone idonee alla riproduzione. In particolare, piccole briglie, o dighe, impediscono ai riproduttori di raggiunger i vari affluenti. L'alosa raggiunge 50-60 cm. di lunghezza e 1-2 kg. di peso.
La dieta è costituita principalmente da forme planctoniche e, per gli esemplari di maggiori dimensioni, anche da piccoli pesci.
Tecniche di pesca: Spinning, e passata (raramente)
Esche artificiali: Rotanti, ondulanti, minnows, ecc.
Esche naturali: Bigattini, o lombrichi.
Periodo migliore: Durante la risalita.

Anguilla
Questa specie, un tempo comune nella maggioranza dei corsi d'acqua, con presenze che arrivavano fino alle zone montane, è oggi in sensibile rarefazione. Attualmente la specie è segnalata con una certa presenza nelle acque della pianura, e solo occasionalmente nelle zone montane, le presenze più consistenti comunque riguardano i tratti dei fiumi prossimi alla foce, o buona parte degli affluenti degli stessi.
L'anguilla può raggiungere taglie di oltre 1 mt. e peso superiore a 3 kg. ; la taglia degli individui che si catturano mediamente si aggira comunque sui 40-60 cm.
L'anguilla è un pesce predatore che inizialmente si ciba di piccoli invertebrati e poi di organismi via via più grandi: crostacei, molluschi, anfibi, altri pesci compresi i con specifici e carogne di animali.
Tecniche di pesca: Bolognese, a fondo:
Esche: Bigattini, vermi medio grossi, corbole, pesci a pezzetti.
Periodo migliore: Tarda primavera - autunno non inoltrato.

Barbo comune
Il barbo comune può raggiungere taglie di 40-50 cm. e circa 2 kg. di peso. Predilige acque correnti e fondi ciottolosi, ma si ritrova anche su fondi sabbiosi. Tipico di questa specie (come d'altra parte anche del barbo canino e del gobione) il muso appuntito e prominente, con la bocca munita di barbigli, che si apre verso il basso: il cibo, costituito essenzialmente da invertebrati, viene infatti raccolto dal barbo direttamente sul fondo. Il barbo comune viene segnalato, con presenze da mediocri a abbondanti in molti fiumi o torrenti dell'intero territorio, con l'esclusione dei corsi d'acqua dell'alta montagna. Negli ultimi decenni il barbo, ha subito una marcata e generalizzata rarefazione.
Tecniche di pesca: Passata, bolognese , fissa , roubaisienne, ledgering a fondo con piombo o pasturatore.
Esche: Bigattini, vermi, gatoss, crisalide, caster, pastella al formaggio.
Consigli: Nei fiumi del piano, medio alti, montature da 0,30 a 1,5 gr. a razzolare sul fondo, leggere trattenute della lenza e rilasci, bigattini fiondati a monte alternati al lancio degli stessi "incollati" sulla linea di pesca se la corrente è più sostenuta. Piombature raggruppate sopra il finale a catena, o torpille e piombini adeguati al peso della montatura. Galleggianti, a forma di pallina o goccia adatti alla corrente e alla trattenuta, ami dal 16 al 20..
Periodo migliore: Tarda primavera - autunno.

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