Pescareonline News - Editoriale - Tecniche - Racconti     
Il sito di pesca sportiva riservato ai giovani e giovanissimi


PescareOnLine - Junior

Week end sul lago
Testo di Riccardo Dominici
Foto di Ornello Dominici

Non ho mai trovato tante difficoltà a scrivere un racconto di pesca come in questa occasione, nonostante mi stia accingendo a descrivere la battuta di pesca più emozionante che io abbia mai vissuto. Mio padre mi propone di effettuare una seduta di carpfishing di tre o quattro giorni, proposta a cui aderisco prontamente prima che cambi idea.
La battuta di pesca la effettueremo in una cava chiamata “Le Gru” presso Cinto Caomaggiore in provincia di Venezia.
La cava è gestita da una associazione sportiva di pesca che lo cura amorevolmente, ed essendo noi due soci di questa Società di Pesca Sportiva possiamo pescarci nonostante ci sia il fermo stagionale per la frega.
La cava è aperta ogni settimana dalle 8.00 del venerdì mattina fino al tramonto del lunedì sera, non è molto grande (il suo perimetro è di 2.2 km ed una profondità massima di 6 metri).
Vi sono presenti un buon numero di carpe regina, anche di canale immesse anni fa, molto combattive e tenaci ed in numero minore carpe cuoio, specchi ed amur, dal peso che va dai pochi grammi ad oltre i 20 chili. In questo lago alimentato da una sorgiva il pesce si riproduce e pertanto non sono necessarie continue immissioni.
Vi sono naturalmente presenti altri pesci, come ad esempio pesci gatto nostrani ed alcuni Channel americani (il più grosso del peso di sei chili) ma che non disturbano l’azione di pesca, e qualche luccio di grossa taglia.
Nel lago, ovviamente, vige la regola del “catch and release”, eccetto per il pesce gatto che ognuno è libero o di rilasciarlo o di portarselo casa..
Dopo questa breve ma doverosa descrizione del lago e del suo regolamento vi parlo un po’ della mia avventura precisando fin da subito che questo lago non regala niente, anzi!
Dico questo perché il 2-3-4 giugno scorsi abbiamo realizzato un bel “cappotto”, con tre giorni di pioggia e con i segnalatori rimasti muti per tutto il tempo. Solo due pescatori, sui dieci presenti sul lago, in quell’occasione hanno realizzato delle catture.
Comunque questa nuova uscita nasce sotto stelle diverse.

Per prima cosa abbiamo deciso di cambiare postazione e di piazzarsi su una posizione del lago, che a prima vista sembra ricca di ostacoli, poi la seconda decisione presa è stata quella di realizzare le boiles self-made.
Detto fatto, dopo due settimane di preparazione boiles e mais siamo pronti per una nuova avventura.
Le boiles sembrano ottime, il mais è stato preparato bene ed il meteo prevede tempo variabile solo nella zona pedemontana, mentre per la zona costiera le previsioni sono di cielo sereno e venti lievi.
Sveglia alle sei, colazione e partenza con la macchina stracarica di tutto il necessario, e dopo un’ora di viaggio giungiamo alla meta. Il sole scalda e la cava è tutta a nostra disposizione.
La postazione che volevamo è libera, cominciamo a scaricare la macchina, e con l’aiuto di un carrello portiamo il necessario sullo spot.
Decidiamo di dividerci i compiti, io sonderò il lago con la tecnica del plumbing per individuare le zone da pasturare con il bait rocket ed il “cobra” e mio padre finisce di scaricare l’ auto. Per farla breve quando riusciamo a fare una pausa per mangiare qualcosa sono ormai le due del pomeriggio.
Siamo contenti e speranzosi, sappiamo di aver fatto tutto per bene.
Ci sediamo in fiduciosa attesa ma nel tardo pomeriggio il nostro entusiasmo e la nostra euforia comincia a calare. Verso le sei abbiamo visite: passa a trovarci un ragazzo ( anch’ esso pescatore) e ci chiede di come sta andando.
Si ferma a parlare con noi così approfittiamo per chiedergli alcune informazioni, scopriamo così che gli aromi cremosi sono sicuramente da preferire a tutti ed in modo particolare al gusto banana. Io e mio padre decidiamo di non lasciare nulla di intentato e pertanto parte subito alla ricerca di boiles alla banana , decisione che ci regalerà un esperienza indimenticabile.
Dopo un veloce cambio boiles a tutte le canne e una rapida pasturazione col cobra ci sediamo e decidiamo di mangiare qualcosa prima del vero buio. Il sole comincia a scendere oltre gli alberi e sul lago calano le tenebre. Noi, dopo questa veloce trasformazione apportata alle esche decidiamo di andare a dormire sperando che le nuove boiles attirino le carpe e, perché no, anche qualche amur. In tenda si parla poco ma in compenso si dorme tanto finché il suono di un segnalatore ci sveglia.
Sembra un sogno! ... una partenza … scatto come una molla ed esco dalla tenda precipitandomi sulla canna, ferro ed inizia il combattimento. Il mio primo pesce di questa cava si presenta alle 4.00 del mattino e si fa sentire a suon di testate che controllo con tutta calma e dopo pochi minuti di lotta il pesce è finalmente a guadino.

Nel buio più totale e con solo la lampada da testa il pesce non appare molto grande e decidiamo di metterlo nella sacca di mantenimento per poter fare delle belle foto all’ alba. Le boiles hanno funzionato. Il primo pesce è stato catturato e sia io che mio padre siamo molto contenti e un po’ ci sentiamo anche appagati per tutto il lavoro svolto
Euforici, torniamo in tenda e ci rilassiamo anche se tutti i sensi sono attivi per cercar di percepire anche il minimo rumore. All’ alba un avvisatore comincia a suonare; altra uscita precipitosa dalla tenda e mi piombo sulla canna, ferro prontamente ed inizio il combattimento, sembra proprio un gran bel pesce ma sotto riva e nel guadino la sua mole si rileva alquanto modesta.
Infatti appoggiamo sul materassino uno scricciolo di carpa (del peso di circa 6 kg) ma dalla inaspettata potenza.
Essendo oramai quasi pieno giorno decidiamo di fare subito le foto e di rilasciarla immediatamente. Una bella lotta anche se il pesce non era di grosse dimensioni. Il sole si specchia nel lago e sembra che la giornata prometta bene e cosi decido di rilanciare subito la canna per non perdere tempo prezioso. Essendo oramai mattino pieno e non riuscendo più a chiudere occhio mi dedico al cambio esca e al rilancio di tutte le canne il più lontano possibile da riva.
Detto fatto; e cosi dopo un ora passata a rilanciare le canne e a pasturare con il cobra, la fame si fa sentire e mentre mio padre prepara la colazione io mi dedico alla preparazione di alcuni terminali di prova con un filato ricoperto.


Passano le ore ma di partenze neanche parlarne, cosi decidiamo di cambiare strategia, e cioè di pescare fuori pastura, e di posizione due canne nel sottoriva per la notte.
Mai scelta fu più felice.
Verso le sei del pomeriggio si ha un’altra partenza la prima di una lunga serie, il sabato notte non si dorme, tante sono le partenze ed anche le canne posizionate nel sottoriva cominciano a fare il loro dovere, e alle 8 e trenta della domenica catturo il primo Amur del peso di 10 Kg. La domenica ci regala altri 5 Amur e alle sei di sera catturiamo un Amur di 16,2 Kg..
Mio padre mi propone di fermarci anche il lunedì ma le emozioni ed il poco dormire mi hanno sfinito, sto dormendo in piedi e non vedo l’ora di tornare casa.
Tredici partenze e dodici pesci a guadino di cui solo due al di sotto dei dieci chili e l’aver stabilito, per quello che vale, due miei nuovi “personal best” mi ripagano ampiamente del lungo e pesante lavoro svolto.


Archivio racconti


Home - News - Blog - Tecniche - Itinerari - Prodotti - Esche - Esperti - Campioni - Foto -POL Junior
Newsletter | Forum | Ricette | Gare | Link | Pesci | Video | Acque | Negozi | Contatti | Club | Mercatino | Incontri | Pagine blu

www.pescareonline.it- infopostapescareonline.it
Tutti i diritti riservati

Credits:Gate2000.com