![]() Il sito della Pesca Sportiva e dei Pescatori |
Torna all'archivio tecnicheSerra e Lecce con il vivo 1° parte di 2.di Roberto Ripamonti
Trainare per lecce e pesci serra con il vivo sta diventando una sorta di fissazione anche se ammetto che ogni stagione si fa più difficile perché al progressivo diminuire della presenza di altre specie interessanti per la pesca sportiva, sono sempre più coloro che si dedicano a questi splendidi avversari. Nonostante la aumentata presenza di angler che trainano sotto costa nella speranza di uno strike, le cose rimangono comunque sostanzialmente positive per cui è ancora difficile trascorrere un pomeriggio senza perlomeno vedere l’attacco di uno di questi predatori e sentire la frizione che parte d’improvviso. Poi vi sono le giornate speciali e d’improvviso, anche il tratto di mare che sembrava quasi morto, regala attacchi con buona continuità e emozioni davvero uniche. Parlare di lecce e di pesci serra, seppur nelle forti differenze che esistono tra questi due predatori, significa entrare in un sistema di pesca simile, spesso identico e dal quale ogni attacco lascia inizialmente con il dubbio. E’
L’attrezzatura di base. Serra e leccia amia sono pesci di alto valore sportivo e la bellezza della loro pesca sta nell’impiego di attrezzature adeguate ed in grado di rendere il combattimento emozionante e su un piano quasi paritetico sebbene questo sia quasi impossibile visto che noi abbiamo canne, frizione, motore e guadino mentre loro si debbono solo affidare alle pinne e null’altro. Ma con i giusti attrezzi è veramente possibile trascorrere alcune ore emozionanti a pochi metri dalla costa e con pochi accessori. Dopo aver iniziato a pescare con canne da 30 libbre e analoghi mulinelli, mi sono reso conto che era davvero possibile vivere una giornata di pesca in piena tranquillità anche affidandosi a modelli più leggeri e disegnati in modo differente rispetto alle classiche canne da traina da 6-7 piedi. Per questa ragione già tre anni fa misi gli occhi su modelli di canna da almeno 8 - 8 ½ ft che meglio di tante altre si prestavano all’azione di pesca che intendevo portare avanti. Il modello di canna che mi interessava doveva avere le seguenti caratteristiche; - lunghezza 2,40 – 2,70 m - potenza 12- 20 libbre - azione potente di punta ma con cimino morbido - possibilità di utilizzare intrecciati Attualmente, per quel che ho potuto vedere vagando per cataloghi e negozi, vi sono alcuni modelli interessanti che centrano perfettamente le mie pretese e sono prodotte da Penn attraverso la linea Dynabraid, la Fox International con il modello Braidbuster ed alcuni modelli di Eurostar. Anche sui mulinelli ho fatto un passo indietro per cui sono arrivato ad una coppia di 15 libbre che fino ad oggi non hanno fatto egregiamente il loro dovere senza farmi rimpiangere i 30 libbre con cui avevo avuto ottimi risultati negli anni passati. Semmai il discorso si amplia nella scelta tra treccia e nailon e qui mi trovo in mezzo al guado perché non ho ancora trovato abbastanza punti a sfavore del nailon oppure, a farmi preferire il dyneema. Vediamo quindi alcuni pro e i relativi “contro” a giustificare questa titubanza. - Ferrata. Vince chiaramente il dyneema sia pescando a galla che in profondità con piombo guardiano. Le mangiate sono dirette e l’amo penetra in profondità con facilità. La reazione sulla treccia è spesso furibonda se non abbiamo accumulato esperienze per cui occhio alla prima grande fuga. - Combattimento. Qui subentrano i gusti e le esperienze personali. Il nailon regala un piacere vecchio che sa di pesca, non fa rumore se non il suo fruscio che attraversa gli anelli ed ammortizza da solo gran parte degli errori. In queste fasi il dyneema nelle sue varie forme è violento, la canne subisce traumi continui e la frizione fatica a distribuire lenza quando necessario. Le spire intrappolate sono un rischio sempre presente per cui bisogna avere confidenza con il mulinello e mantenere la tensione di recupero per una distribuzione omogenea e compatta. - Abrasione. Vince spesso un buon nailon il quale però perde nella lotta contro il tempo per cui la sostituzione è d’obbligo almeno due volte l’anno mentre gli intrecciati, sono eterni o quasi )ma costano molto di più..) Vi sono poi delle sensazioni particolari che il nailon regala e la treccia no, soprattutto, quando si tratta
Ferrare subito o aspettare? Questa è una domanda sulla quale si possono sviluppare alcuni interessanti dibattiti perché ognuno ha la sua esperienza personale e spesso non è disposto a cambiare idea. Recentemente leggevo un articolo sull’argomento e mi trovavo ad essere solo parzialmente d’accordo con le teorie del collega autore che sosteneva la necessità di tenere la frizione totalmente aperta per permettere al predatore di attaccare e quindi, tornare sulla preda oramai tramortita cosa che, le ricciole fanno spesso quando attaccano grossi Vi sono occasioni in cui l’attacco è invece deciso e potente, in certe situazioni addirittura violento al punto che la frizione esplode in un gemito. Qui il pesce si è allamato da solo e noi possiamo solo aggiungere ulteriore pressione e confermare la ferrata. Ma, questa situazione si sviluppa solo se inizialmente abbiamo predisposto la frizione del mulinello in modo da avere una certa resistenza che aiuti l’autoferrata cosa assai più difficile se , avessimo lasciato la frizione troppo aperta. La risposta, dal mio punto di vista è quindi “frizione abbastanza chiusa” fermo restando che dovremo prendere la canna in mano ed aprirla non appena andremo a vivere la prima situazione descritta.
Comportamento durante il combattimento. Tra lecce e serra , fatta eccezione una prima fase di dubbio, le differenze sono notevoli. La leccia , che è animale che raggiunge dimensioni spesso fantastiche, parte subito dalla parte opposta Differente è il comportamento dei serra che sono sempre piuttosto spettacolari e producono salti in sequenza. Il combattimento non si svolge in profondità se non nella fase finale in cui il serra punta qualche volta sul fondo per poi riprovare la via del verticale, quando incontra resistenza da parte nostra. Il problema principale è quindi il controllo dei salti a cui si deve reagire nell’unico modo possibile per non allentare la tensione; tenendo la canna bassa e con la cima in senso opposto a quello del salto. Se non siamo pronti a reagire e rimaniamo passivi il rischio di slamata diventa alto anche se questa situazione in verità è assai più comune pescando con il popper a galla che non con un tandem di ami.
nella prossima puntata: "vivo è meglio" "i rig e le montature" COLLABORA! Scrivi anche tu un articolo Invia il tuo commento(la pubblicazione e' soggetta ad approvazione da parte della redazione. Leggi il regolamento) |
| Home - News - Tecniche - Itinerari - Prodotti - Esche - Esperti - Foto - Catture - POL Junior |
| ForumBlogNewsletterRicetteGareLinkPesciVideoAcqueNegoziContattiMercatinoIncontriPagine blu |
www.pescareonline.it - info Tutti i diritti riservati |