Di gionata paolicchi pubblicato il 14/06/26
Recensione del libro di Gionata Paolicchi - Lunedì 27 aprile a Firenze, è stato presentato il nuovo libro di Carlo Conti “a pesca con il babbo”, potevo non essere presente? Assolutamente no! E vedi caso in che data? 27 aprile, compleanno del mio “bimbo” di ormai 20 anni, Gabriele! Va subito detto che talmente tanta era la curiosità che ho letto il libro tutto d’un fiato il giorno seguente, ma non tanto perché il libro è un “manuale di complicità tra padre e figlio” ma perché avendo visto nascere Matteo, figlio di Carlo e conoscendo l’amore viscerale che Carlo ha per suo figlio, la curiosità di sapere come avesse trattato certi temi era tanta! Inoltre io, nonostante viva di pesca sportiva da oltre 30 anni, non ho quasi mai portato mio figlio a pesca, perché non solo gli è sempre interessato poco, ma perché la pesca è una cosa che si ha nel sangue, o ce l’hai, o non ce l’hai, raramente ci si appassiona alla pesca in età adolescenziale o adulta. Inoltre nemmeno mai o quasi sono andato a pesca con mio babbo e purtroppo, per varie vicende familiari, con mio babbo è sempre mancato un rapporto e la minima complicità. Personalmente non ho mai sofferto del fatto che mio figlio non si fosse appassionato alla pesca, la pesca è il mio lavoro, sono in mezzo ai pescatori 300 giorni l’anno o più e quei pochi giorni e week end liberi preferisco ed ho preferito negli anni non passarli accompagnando, di fatto, mio figlio a pesca. Sono ormai “drogato” di pesca, sono nato a pesca, c’è una foto di mia mamma incinta all’ottavo mese, che pesca dal pontile di Forte dei Marmi e poi sin da piccolo sia mio zio Raffaele che nonno Beppe mi hanno sempre portato a pescare e vivendo al mare il passo era davvero breve. Mentre ho sofferto molto il distacco dal padre, non un distacco come quello sofferto da Carlo Conti, suo padre morì quando lui era ancora molto piccolo, ma anche la mia, con una separazione “violenta” in giovanissima età è stata traumatica. Quindi il libro di Carlo, in buona sostanza, era un qualcosa che forse, nell’intimo, nell’anima, avrei voluto scrivere io, o forse avrei voluto lo scrivesse mio babbo, che peraltro è un ottimo scrittore rinomato in tutto il mondo. Sono ovviamente “volato” sulle pagine dedicate alla pesca vera e propria, il libro è anche un manuale di pesca di fatto dove si insegnano tecniche, consigli e informazioni varie, ma mi sono gustato come Carlo, che conosco da una vita, ha trattato questo tema e rapporto con Matteo. Mi ricordo quando con Carlo anni fa andavamo a pesca a Orbetello e a fine pescata, con il secchio ormai colmo di pesci, voleva “strafare” riempiendolo fino all’orlo con un ultima “guadinata” direttamente dentro la vasca delle orate! E gli dicevo “o Carlo e basta daiii!” E poi un giorno, con un Matteo piccolo, avrà avuto tre anni, andammo sempre a Orbetello, proprio dove ci sono le vasche degli allevamenti, ero terrorizzato a vederlo camminare sulle sponde di cemento delle vasche con la canna in mano, perché se fosse scivolato (cosa che peraltro è accaduta…) magari avremmo passato un guaio. Poi un bel giorno, stavamo andando via e da lontano vedo Matteo con un guadino in mano che cerca di prendere i pesci nella vasca, nella stessa vasca dove tanti anni prima anche Carlo faceva “l’ultima guadinata”. Una sorta di deja vu, poi peraltro Matteo è una fotocopia di Carlo, quindi la scena fu davvero buffa e impressa nella mia mente. Matteo non sapeva della storia del guadino ovviamente, ma gli venne naturale farlo e da li capii che crescendo sarebbe diventato per forza un super appassionato di pesca. Carlo ha avuto Matteo in età avanzata e forse l’attaccamento al figlio è maggiore rispetto ad avere un figlio in giovane età. Carlo da quando è nato Matteo si è di fatto trasferito da Roma a Firenze ed ha “sacrificato” per il bene di suo figlio anche la sua carriera, stare a Roma magari avrebbe voluto dire per lui lavorare di più, ma nulla è più importante di Matteo, nulla è più importante di un figlio. Bravo Carlo, hai scritto il primo capitolo di “a pesca con il babbo”, o forse il secondo capitolo potrebbe essere (tra minimo 15 anni eh Matteo) “a pesca con il nonno”! Trovate il libro sia su Amazon che nelle librerie, assolutamente da non perdere per gli amici pescatori, o per tutti quelli che conoscono Carlo Conti, una persona normale come tutti noi, l’anti vip per eccellenza!
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