Di roberto granata pubblicato il 18/09/26
Buone notizie sul fronte della salvaguardia di una specie ad alto rischio; un grande progetto a livello Europeo mirato alla reintroduzione dello storione cobice (Acipenser Naccarii). La notizia ci riguarda da vicino, trattandosi di una specie endemica del bacino del Nord Adriatico, abbondante un tempo nei fiumi Po, Ticino, Adige, Brenta ed altri corsi d'acqua del nord-est della penisola, nonché in alcune acque dell'ex Jugoslavia. Si tratta del progetto a favore di una specie ittica più ambizioso che sia mai stato fatto in Italia. Sono stati messi a disposizione 10 milioni di euro di cui il 75% dall'Unione Europea. Riguarda tutta la pianura Padana ed ha durata fino al 2031,estesa fino al 2035. Nel nostro paese vi sono dieci enti pubblici interessati in cinque regioni (Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia). Per capire meglio l'importanza di un simile lavoro occorre tener presente che parliamo di una specie "ombrello", il che significa che difendendola si difendono anche le specie a lei sottostanti nella catena alimentare. Inoltre, il mantenimento della sua presenza significherebbe la necessità di combattere i tanti problemi delle nostre acque ( sbarramenti, inquinamenti, prelievi incondizionati, specie invasive e dannose)con un possibile impatto positivo non solo su tutta la fauna ittica, ma anche su attività collegate alle acque( pensiamo ad esempio all' agricoltura). L'obiettivo è puntare ad aumentare di 200 volte la numerosità della specie, dimostrando l'esito con microchips ed altri strumenti. Qualora non si riuscisse a salvare questa specie , probabilmente non ci sarà spazio per altri tentativi, anche per altre specie ;per questo la posta in gioco diventa ancora più importante. Sono già avviati contatti tra le varie Regioni, le sezioni Fipsas delle aree interessate ed alcune associazioni di pescatori, tra cui lo Spinning Club Italia, a cui è arrivata la proposta di collaborare col parco lombardo del Ticino, nonché con la Regione Emilia-Romagna e l'Ente di Gestione delle Aree Protette del Po Piemontese. Vi è anche la possibilità per i pescatori sportivi delle regioni coinvolte nel progetto, di compilare un questionario al link che possiamo vedere alla fine di questo scritto. Anzi, ciò viene reputato molto importante per capire, tramite i vari pareri e risposte, il grado di conoscenza di questo fantastico pesce e quali potrebbero essere le direzioni in cui operare meglio. In conclusione,a mio parere, un'opportunità da non lasciar cadere, qualunque sia la tecnica di pesca praticata da ognuno di noi. Non è in gioco solo un "ripopolamento", ma molto di più, sia per l' Acipenser Naccarii che per altre specie e tutto ciò che potrebbe trarne beneficio.
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