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CAVEDANI BOLLENTI

Di Di Roberto Granata pubblicato il 10/07/26

Ci sono periodi, o semplicemente singoli momenti, dove i pesci "classici"da spinning possono diventare davvero difficili. Un tempo si pensava più che altro al pieno del freddo come alla" bestia nera"per la pesca a spinning (luccio escluso,a ragione o meno), ma anche taluni periodi nel pieno del caldo possono renderla difficile. Ed in questo frangente il nostro caro cavedano può salvarci più di un'uscita. Il perché, secondo il mio modesto parere, consiste nel fatto che non è un predatore" puro".Spieghiamoci meglio: Partendo dal fatto che nessun predatore (almeno d'acqua dolce) , è unicamente tale, ma può sia nutrirsi di altri organismi che attaccare per diversi motivi, così come nessun grufolatore è unicamente tale, ma può nutrirsi anche di altro rispetto alle sue abitudini (e soprattutto attaccare per diversi motivi), dobbiamo però convenire che entrambe le categorie prese in esame hanno un "indirizzo principale"nel nutrirsi e/o nell' attaccare.Il cavedano no. Questo furbissimo pesce è diventato tale perché è onnivoro, perché vive nelle nostre acque dalla notte dei tempi e perché può fare" anche"il predatore, tanto da essere uno dei pochissimi ciprinidi annoverato tra questa categoria. Ed ora vediamo cosa possiamo combinare con lui nel pieno del caldo 

UNA RICERCA MIRATA

Un pesce così furbo deve essere preso, più che mai in questo periodo, nei suoi punti deboli ,che ora sono: 
1)Le cascate e cascatelle,specie se isolate.
2) Le rive con alberi in prossimità dell'acqua.
3) I punti dove piccoli affluenti o semplici colature si gettano nel fiume o nel canale.
4) I momenti precedenti il tramonto (ed il tramonto stesso), quando avvengono schiuse di insetti. Analizziamo ora queste voci una ad una.
1) Le cascate, grandi o meno grandi, che già sono ottimi spot anche in altri frangenti, diventano ora ancora più interessanti, perché vi è una maggior ossigenazione che altrove.Ciò comporta anche la presenza di minutaglia, che attira il cavedano ( e non solo). Comporta anche una minor sospettosità del pesce, date le acque mosse che, se poi sono le uniche in zona, finiscono per attirarlo ancora di più. Dato il periodo, non abbiate timore di lanciare anche in piena schiuma. Spesso poi la corrente sostenuta che noi vediamo in superficie ci può indurre a desistere: proviamoci comunque, perché spesso al di sotto si creano zone con poca od addirittura zero corrente. In ogni caso occorre mantenere un contatto costante con l'artificiale, che andrà scelto o tra quelli discretamente pesanti ( per poter a volte "bucare" la corrente in superficie e quindi lavorare nelle zone calme dette pocanzi) , come può essere un rotante con una discreta piombatura, oppure tra quelli dall'assetto galleggiante da fermi , ma che una volta in movimento possiamo mantenere controcorrente quasi all'infinito come può essere un minnow od un crank, così da sondare le varie zone di corrente ed i punti più interessanti. Occhio alla botta che sferra il cavedano, perché in caso contrario si rischia di sentirla...e nulla più.
2) Dagli alberi in riva all'acqua cadono bacche ed insetti. Più che sull'imitazione però, spesso conta l'effetto sorpresa. Vale a dire che, se un artificiale tocca l'acqua nel punto e nel modo giusto, possiamo facilmente avere un attacco fulmineo a cui non è sempre facile rispondere in tempo utile. Per cercare di farlo occorre avere il contatto con l'esca un attimo prima che questa tocchi l'acqua e, soprattutto in casi come questo, ma non solo,l' archetto non va chiuso manualmente. Personalmente, chiedo scusa, ritengo che chiudere sempre( e sottolineo sempre)l'archetto a mano sia un'imperfezione piscatoria, spesso dettata dal fatto che un neofita non vede fare altro, aumentando così il diffondersi di tale operazione. Passato l'effetto sorpresa abbiamo meno probabilità di attacco; tuttavia ciò non ci deve distogliere dal curare il recupero, soprattutto in funzione del tentativo successivo, a qualche metro di distanza.
3) Questi spot sono un po' analoghi a quelli visti al punto uno,ma decisamente più piccoli e spesso con meno corrente. Proprio per questo meritano un avvicinamento ancora più guardingo del solito, valutando la possibilità del primo e /o dei primissimi lanci stando un po' distanti.Ricordiamo che, se il cavedano può perdere un poco della sua furbizia e sospettosità in acque correnti, in quelle meno mosse (ed ancor peggio in quelle ferme) è veramente un mostro di furbizia.
4) È chiaro che, specie nei periodi torridi, le schiuse di insetti avvengono soprattutto al tramonto, e che il cavedano ne è molto attratto.Tuttavia, pescando a spinning, non conviene tanto cercare di imitare qualche creatura alata, quanto riprodurne, nel limite del possibile, la caduta in acqua. Così facendo faremo leva più facilmente sul già accennato" effetto sorpresa" partendo già avvantaggiati, per poi passare per forza di cose ( anche se spesso il cavedano ha già gradito...)a recuperare l'artificiale, che potremo sí scegliere, vista la stagione ed il frangente, tra un piccolo popper oppure un' imitazione di cavalletta. Ma ripeto, non è tanto l'imitazione che conta, ma prima la sorpresa e poi il fatto che questi artificiali,essendo abbastanza chiassosi, al tramonto, possono ingannare più facilmente qualche bell'esemplare. Da non sottovalutare il fatto che avremo due approcci nel medesimo lancio e nel medesimo recupero: prima la sorpresa e poi qualcosa di poco diverso da ciò che succede maggiormente in acqua in quel frangente.

E PER FINIRE...

Il vantaggio offerto da questa stagione è importante, basti pensare alla possibilità di uscire dal lavoro, mangiare un boccone e fiondarsi sul fiume o sulla roggia, cosa impossibile da farsi nella maggioranza dei periodi dell'anno.E,zanzare a parte, il tramonto estivo è mozzafiato, così come gli attacchi al fulmicotone del cavedano.






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