Di Stefano Lucacchini pubblicato il 16/01/13
Giovedì 10 presso l’Incubatoio Ittico delle Mulina nel Comune di Stazzema si è tenuta la fecondazione
artificiale “a secco” di trote fario fornite dalla Provincia di Lucca.
Hanno partecipato alla manifestazione, alcune scolaresche della scuola Elementare di Ponte Stazzemese, della scuola d’infanzia delle Mulina ed il Vice Sindaco ed assessore all’Ambiente del Comune di Seravezza Valter Bacci. L’intervento è stato effettuato dall’associazione Fly’90 Versilia, un folto gruppo di pescatori a mosca, presidenziato da Mario Vizzoni, che operano sul territorio sviluppando e realizzando progetti volti al recupero e la valorizzazione dei vari corsi d’acqua e dell’ambiente. L’utilità della fecondazione artificiale, ovviamente, garantisce una maggiore quantità di uova fecondate e quindi, anche, di avere a disposizione un cospicuo numero di avannotti da rimettere nei vari corsi d’acqua del comprensorio Versiliese, rendendo nuova linfa vitale. Le varie fasi della fecondazione sono semplici e facilmente intuibili, e sintetizzando potremmo descriverle, nella ricerca di materiale maturo, cioè pronto per la riproduzione,
femmine con uova e maschi pronti alla fecondazione. Una volta recuperate le trote fario, tramite intervento con elettro storditore o trasportate in loco da allevamenti specializzati e controllati dalla supervisione della
Provincia, verranno alloggiate in una grossa vasca alimentata dalle acque del vicino torrente. A questo punto selezionando i vari riproduttori a seconda del sesso procederemo alla fase denominata di “spremitura”, iniziando dalle fario femmina opereremo un leggero massaggio sull'addome inducendo così la naturale fuoriuscita di uova , successivamente premendo sulle ghiandole seminali del maschio stimoleremo la fuoriuscita del liquido seminale, a questo punto con l’ausilio di una piuma mescoleremo il tutto in modo da permettere a quest’ ultimo di raggiungere agevolmente ogni singolo uovo per fecondarlo. Ovviamente le trote, dopo aver assolto al loro “lavoro”, verranno liberate nel loro ambiente naturale Le uova embrionale a questo punto verranno mantenute in apposite vasche, dei veri e propri incubatoi per diverse decine di giorni, fino a che non vi è la schiusa, a seconda della temperatura dell’acqua, circa 40-45 giorni. I piccoli avannotti verranno poi immessi nei vari corsi d’acqua una volta che avranno assorbito il sacco vitellino (circa 15 giorni).
Ovviamente tutto il lavoro sopra descritto viene effettuato dal lodevole lavoro di volontariato dell’associazione Fly Club ’90. Ci auguriamo che tutto questo possa servile a sensibilizzare le giovani menti delle scolaresche che hanno assistito, creando una sorta di coscienza civico-ambientale che li porti ad aver un maggior rispetto verso gli animali e l’ambiente che li circonda.
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