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LUCIOPERCA: DUE MOMENTI AL TOP

Di Di Roberto Granata pubblicato il 09/01/26

Durante l'anno ci troviamo di fronte a diversi periodi, o semplicemente a giornate anche isolate, dove il "perca" ci delizia coi suoi attacchi, ma in verità non conosciamo ancora molto, o comunque non a sufficienza, per poter prevedere con una buona dose di certezza tali situazioni. Ciò è dovuto soprattutto al fatto che si tratta di un pesce alloctono,anche se ormai presente in Italia da un certo numero di anni. Tuttavia a questo si aggiunge il fatto che, da un altrettanto certo numero di anni, mancano un po' gli spinningofili che uniscono all'azione di pesca vera e propria la voglia di capire meglio cosa sta dietro di essa. E, se vi fosse un certo entusiasmo nel capirlo meglio, il prevedere di cui parlavo pocanzi ci porterebbe anche a risultati migliori. Ora, entrando nel dettaglio, vediamo questi due periodi d'oro, che arrivano uno nel cuore del freddo ( circa fine Dicembre e tutto Gennaio) e l'altro nell'immediato pre- frega( circa Marzo -Aprile.

IL CUORE DEL FREDDO

Se vogliamo mirare ai soggetti di taglia,non dobbiamo assolutamente trascurare i periodi dove arriva il picco del freddo. Ovviamente il lasso di tempo"fine Dicembre - tutto Gennaio" detto pocanzi è indicativo, ma tranne inverni particolari è abbastanza veritiero. Il lato curioso di ciò è che gli attacchi dei nostri amati autoctoni, in particolare luccio e cavedano, calano di molto nel periodo in questione, mentre quelli del nostro zander non mancano, ed anzi aumentano di certo rispetto al periodo precedente(il tipico periodo autunnale da lucci, per capirci). La sua ricerca andrà condotta ovviamente a contatto col fondo, con un recupero piuttosto lento ma variato, in particolare con stop and go abbastanza frequenti. Occorre prestare attenzione alle pause sul fondo, anche se brevi, in quanto gli attacchi(veloci) agli artificiali fermi sul fondo non sono affatto infrequenti, ed il perca non è affatto un pesce che trattiene un' esca in bocca. A proposito di esca, credo non esista niente di meglio di uno shad in"gomma"morbida con testa piombata. Al contrario del luccio, il lucioperca a mio avviso non predilige artificiali voluminosi; uno shad di 10/12 cm è spesso la misura più indicata. È molto importante curare l'innesco, perché a volte in commercio si trovano shad armati con un amo singolo decisamente posizionato troppo verso la testa. L'optimum sarebbe che la curvatura dell'amo uscisse circa a metà corpo; si conservano le movenze dell'artificiale in coda, che sono basilari, e si hanno meno attacchi a vuoto, non certo infrequenti col pesce in questione. Riguardo all'attrezzatura, ricordiamo che possiamo trovarci a combattere un pesce di svariati chili e che, per di più, ha pinne molto sviluppate, in particolare la caudale. È quindi preferibile una canna piuttosto potente(personalmente ne uso una che lancia fino a 70 grammi). Se è anche sensibile alle tocche tanto meglio, ma è preferibile, in caso contrario, supplire a ciò con l'uso di un buon trecciato. Ma ora è il momento di vedere l'altro periodo magico per la cattura di questo bel pesce.

PERMETTENDO, PESCE D' APRILE

La premessa è doverosa, perché si può incorrere nei periodi di divieto, che non sono uguali ovunque. Quindi, permettendo,l'immediato pre- frega è un momento da non perdere. Il fattore che cambia maggiormente rispetto al periodo freddo è sicuramente la possibilità di sondare zone dove in inverno l'incaglio era assicurato. Ad esempio le massicciate, spesso ottimi spot, ma col problema che d'inverno, se vogliamo pescare correttamente, non riusciamo a farlo neanche con inneschi Texas (già da evitare di per sé), perché incaglieremmo comunque la testa piombata tra i prismi. Ora invece che il nostro zander è disposto ad attaccare anche verso la superficie, possiamo osare di più. Prestate attenzione alla fine del recupero, perché non di rado avvengono attacchi fulminei proprio in tale frangente, specie se peschiamo in spot relativamente piccoli, come gli invasi delle briglie nelle rogge. Anche se con gli artificiali possiamo sbizzarrirci un pochino di più, direi che lo shad per il perca è sempre il numero uno. Mantenete strettamente il contatto con l'esca perché, misti ad attacchi fulminei ed a volte violenti (è il periodo...) l'amico zander ci sorprende" quando vuole" alternando a ciò toccatine delicate e poco decifrabili. Per quanto ne conosciamo finora, è un pesce così....


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